Il sogno come strumento esperienziale per reintegrare parti alienate di Sè.

L’approccio di Berne al sogno è sostanzialmente di stampo freudiano. “Invece di pensare a ciò che dovrebbe fare secondo la morale…l’individuo si assopisce e comincia a pensare a ciò che gli piacerebbe fare…” e quando infine sopraggiunge il sonno “non solo divieti e morale, ma anche il mondo obiettivo della realtà, con le sue possibilità fisiche e sociali e limitate”, si dissolve e il Bambino (Stato dell’Io in AT) ha la possibilità “di perseguire nei sogni il suo procedimento magico” (Berne, 1961).

L’idea Freudiana che i sogni siano realizzazioni di impulsi irrazionali, repressi durante la veglia, sembra condivisa da Berne seppur Freud parli di “ES” e Berne di “Bambino”.

Il sogno, seppur si manifesti in un mondo non reale, rappresenta il modo di vivere di ognuno, quindi appartenente alla vita di ciascuno, e dovrebbe essere considerato come un’esperienza sognata di vita e racchiude parti del Sè che la persona ha difficoltà a contattare nella vita reale.

Il prof. Pio Scilligo (Fondatore della scuola di specializzazione in Psicologia Clinica SSPC-IFREP) ha approfondito gli studi sul sogno. L’intervento terapeutico sul sogno è stupefacente: attraverso interventi mirati e esercizi esperienziali, le persone danno significato alle parti significative del Sè emerse nell’esperienza onirica, ossia le loro parti alienate, e integrano i significati emersi in un quadro di nuova consapevolezza del Sè.

Un modo creativo ed efficace per sperimentare il qui e ora e il messaggio esistenziale del sogno, è quello usato da F. Perls di far rivivere le parti del sogno, drammatizzandole. Questa modalità favorisce il contatto e la reidentificazione con gli aspetti alienati del Sè.

Perls considerava ogni elemento del sogno, ogni oggetto, persona, animale,sentimento, come una proiezione. Per effetto della proiezione “abbiamo disconosciuto, alienato certe parti di noi stessi e le abbiamo messe al mondo, fuori di noi, piuttosto che averle disponibili come proprio potenziale” (Perls, 1970).

La conseguenza è che viviamo scissi e contaminati. La proiezione sembrerebbe la conseguenza di una decisione di copione, presa per difendersi da un pericolo che è vissuto in maniera tanto più catastrofica , quanto più il “Bambino” si sente minacciato nella sua esistenza.

Quando il terapeuta lavora con il paziente sui contenuti di un sogno, l’esercizio esperienziale facilita il contatto con le parti più fragili e inascoltate del Sè, si ripristina il collegamento con la propria consapevolezza e i livelli di esperienza (sensoriale, cognitiva ed emotiva) si congiungono prendendo forma e chiarezza nel loro significato univoco.

Il sogno è un esperienza che avviene in forma artistica. Il suo significato va al di là del simbolo e appartiene a quell’unica persona che l’ha sognato. Le parti alienate e rifiutate della personalità sono ricche di potenziale e pertanto vengono reintegrate.

(F. Perls, Pio Scilligo, A. Ferrara).

“La vita del sogno non è diversa da quella diurna, cambia il livello di energia e noi tutti, seppur in una forma non cosciente, continuiamo a essere noi anche nella realtà onirica: noi in tutte le forme anche quelle messe a tacere”

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